“È stato sconcertante registrare
il rumorosissimo silenzio dinanzi a quanto accaduto il 7
ottobre, se non addirittura le reazioni di gioia”. Lo ha detto
la giornalista investigativa francese Nora Bussigny a
Pordenonelegge, presentando “I nuovi antisemiti. Inchiesta di
un’infiltrata nelle fila dell’ ultrasinistra”, pubblicato in
Italia da Seferottobre.
Bussigny ha raccontato l’inchiesta condotta per mesi sotto
copertura: “Infiltrandomi per mesi e mesi ho spesso chiesto,
durante le manifestazioni, cosa significa esattamente essere
sionista: spesso i manifestanti non sapevano rispondermi”.
“Eppure il sionismo è semplicemente l’autodeterminazione del
popolo ebraico, non significa certo giustificare la
colonizzazione o il massacro dei palestinesi”.
“L’aspetto più inquietante – ha proseguito – è che il fronte
dei militanti antiimperialisti del nostro tempo –
dall’ultrasinistra ecologista ai black-block, dai comunisti
libertari alle femministe decoloniali, punta a destabilizzare le
nostre istituzioni democratiche, e ha questo obiettivo in comune
con il progetto dei Fratelli Musulmani. Israele è il nemico
perfetto, capace di compattare un fronte variegato: proprio come
spiegava Orwell nel suo 1984”.
“Personalmente combatto l’islamismo perché, di fatto, le sue
prime vittime sono proprio gli stessi musulmani”. Infine ha
ricordato le conseguenze personali dell’inchiesta: “Non ho avuto
paura mentre ero infiltrata, ma dopo la mia audizione all’
Assemblea nazionale francese ho ricevuto molte minacce”. “Ho 30
anni e sono cresciuta con la consapevolezza che ai giornalisti
possa capitare di morire per il loro lavoro. Proprio come è
successo ai miei fratelli di Charlie Hebdo”.
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