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La Cina blocca l’export di carburanti: perché benzina, diesel e voli rischiano nuovi rincari

di Redazione Corriere Politico
02/10/2026
in Economia Italiana
La Cina blocca l’export di carburanti: perché benzina, diesel e voli rischiano nuovi rincari

La Cina chiude temporaneamente il rubinetto dei carburanti verso l’estero e aggiunge una nuova tensione a un mercato energetico già fragile. Le principali raffinerie del Paese hanno sospeso le esportazioni di benzina, diesel e carburante aereo verso tutte le destinazioni tranne Hong Kong e Macao, in attesa di nuove indicazioni da Pechino.
Non risulta, al momento, un decreto pubblico che stabilisca un divieto generalizzato. PetroChina avrebbe annullato diversi carichi di benzina e jet fuel, mentre almeno una grande raffineria privata non avrebbe programmato esportazioni per il mese.
La decisione non significa che in Italia mancherà il carburante. Può, però, sottrarre offerta a un mercato nel quale diesel e cherosene sono già scarsi, aumentando il costo delle forniture alternative.
Perché la Cina ha fermato le esportazioni
La priorità di Pechino è ricostruire le scorte interne. Secondo le stime di Kpler, le riserve commerciali cinesi di diesel e gasolio sarebbero inferiori di circa 20 milioni di barili rispetto ai livelli precedenti alla guerra in Iran. Per la benzina, la distanza dalla soglia ritenuta necessaria dalle autorità sarebbe di circa 9 milioni di barili.
La Cina possiede la maggiore capacità di raffinazione al mondo e può influenzare il mercato anche quando non è il principale fornitore di un singolo Paese. Nei periodi di scarsità diventa, infatti, un produttore “di equilibrio”: aumentando le esportazioni contribuisce a calmare i prezzi; trattenendo i prodotti all’interno del Paese accentua la competizione per le forniture disponibili.

Prodotto interessato
Primo effetto
Possibile conseguenza

Diesel
Minore offerta sul mercato asiatico
Trasporti e logistica più costosi

Bna
Maggiore competizione per i carichi
Pressione sui prezzi all’ingrosso

Jet fuel
Meno forniture per l’aviazione
Costi più elevati per le compagnie

Gasolio marittimo
Margini di raffinazione più alti
Aumento dei costi di navigazione

Gli effetti maggiori potrebbero riguardare i cosiddetti distillati medi, la categoria che comprende diesel e carburante per aerei. L’Agenzia internazionale dell’energia ha rilevato che le esportazioni di diesel provenienti da Russia, Medio Oriente e Asia erano già diminuite di 1,3 milioni di barili al giorno rispetto all’anno precedente, circa il 20% degli scambi mondiali via mare.
Perché il problema può arrivare in Europa
L’Europa non dipende esclusivamente dai carburanti cinesi. Le sue forniture provengono anche da Stati Uniti, India, Medio Oriente e Corea del Sud. Il blocco di Pechino può, tuttavia, innescare un effetto a catena: i compratori asiatici rimasti senza prodotto cercano carichi negli stessi mercati ai quali si rivolgono gli importatori europei.
Il risultato può essere un aumento dei prezzi prima ancora di una vera riduzione delle consegne. Il costo comprende, infatti, non soltanto il prodotto raffinato, ma anche trasporto, assicurazione e tempo necessario per far arrivare le navi da fornitori più lontani.
Il 1° ottobre la Commissione, insieme a Italia, Francia, Irlanda e Regno Unito, ha discusso la possibilità di utilizzare parte delle riserve di emergenza di diesel. Il confronto non equivale alla decisione di liberare immediatamente gli stock, ma dimostra che le autorità stanno valutando strumenti per evitare un ulteriore irrigidimento del mercato.
Quanto può aumentare benzina e diesel
Nella mattinata del 2 ottobre il Brent si muove intorno a 102 dollari al barile, mentre il Wti americano è vicino a 93 dollari. Il petrolio, però, non racconta da solo quanto pagheranno gli automobilisti.
Il prezzo alla pompa dipende da almeno quattro componenti:

costo del greggio e dei prodotti raffinati
margine delle raffinerie
trasporto e distribuzione
imposte e accise.

La sospensione cinese incide, soprattutto, sulla seconda componente.

Segnale di mercato
Effetto immediato
Arrivo possibile in Italia

Rialzo del petrolio
Aumenta il costo della materia prima
Prezzi alla pompa con un certo ritardo

Margini di raffinazione più alti
Cresce il prezzo del carburante all’ingrosso
Pressione su benzina e diesel

Noli marittimi in aumento
Importazioni più costose
Rincaro incorporato nella distribuzione

Scorte strategiche liberate
Maggiore offerta temporanea
Possibile contenimento dei prezzi

Euro più debole
Petrolio più caro nella valuta europea
Aumento del costo di importazione

In Italia interviene anche il fattore fiscale. Il decreto legge del 17 settembre 2026 ha fissato fino al 5 ottobre l’accisa sul gasolio a 622,90 euro per mille litri. L’eventuale mancata proroga della misura potrebbe sommarsi alle tensioni internazionali.

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