Da Dumas a VerdiAlle origini c’è La signora delle camelie di Alexandre Dumas figlio, con Marguerite Gautier, ispirata alla cortigiana realmente esistita Marie Duplessis. Nel passaggio al libretto di Francesco Maria Piave, Verdi imprime a Violetta una forza teatrale ancora più netta. Violetta ama, decide, rinuncia e, proprio quando la malattia la rende più fragile, acquista una grandezza che sovrasta il mondo che l’ha giudicata.Pinkhasovich e Pretti ph Brescia e Amisano © Teatro alla ScalaTrecento volte TraviataQuella di Liliana Cavani è ormai una pagina della storia del Piermarini. Nacque nel 1990 per volontà di Riccardo Muti, quando La traviata tornò alla Scala dopo ventisei anni di assenza: l’ultima produzione risaliva al 1964, con Herbert von Karajan, Mirella Freni e la regia di Franco Zeffirelli. Sulla storia scaligera del titolo continuava però a proiettarsi il mito delle leggendarie recite del 1955 e 1956 con Maria Callas, Luchino Visconti e Carlo Maria Giulini. E nacque, curiosamente, quasi per caso. Cavani racconta che tutto cominciò in una notte d’estate del 1989, su un motoscafo insieme al Maestro Muti e alla moglie Cristina. L’imbarcazione ebbe un incidente con un altro natante e, durante la lunga attesa, Muti le disse che avrebbe diretto La traviata alla Scala e le propose di firmarne la regia. Cavani conosceva appena l’opera, l’aveva vista una sola volta, da ragazzina a Carpi. Eppure, accettò. Un incontro in mezzo al mare all’origine di uno spettacolo destinato a restare.Il 26 settembre La traviata toccherà complessivamente le 300 recite alla Scala, dal debutto milanese del 1859, mentre il 2 ottobre l’allestimento di Cavani raggiungerà la centesima rappresentazione. A raccogliere oggi l’eredità di Violetta sono l’attesissima Nadine Sierra e Francesca Pia Vitale. Alfredo è affidato a Piero Pretti e Iván Ayón Rivas, Giorgio Germont a Boris Pinkhasovich e Amartuvshin Enkhbat, insieme a Orchestra, Coro e Corpo di Ballo del Teatro alla Scala.Pinhasovich e Pretti ph Brescia e Amisano © Teatro alla ScalaLoading…


