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L’Arcimboldo ai raggi X, super Tac per svelare i segreti de L’Ortolano

di Redazione Corriere Politico
12/09/2026
in Cultura
L’Arcimboldo ai raggi X, super Tac per svelare i segreti de L’Ortolano

12 settembre 2026 | 16.50

LETTURA: 3 minuti

Una Tac all’Arcimboldo. ‘L’Ortolano’, celebre dipinto del ‘500 conservato alla Pinacoteca del Museo Civico Ala Ponzone di Cremona, è lo speciale ‘paziente’ passato ai raggi X all’Humanitas University dal team di Andrea Laghi, professore dell’ateneo milanese e direttore del Dipartimento di Diagnostica dell’Irccs Istituto clinico Humanitas. Una super Tac usata di solito per la ricerca clinica su cuore, cervello, polmoni e tumori aiuterà a svelare i segreti che, secondo gli esperti, l’opera ancora nasconde. In particolare, “obiettivo delle indagini scientifiche – afferma Mario Marubbi, conservatore Pinacoteca Ala Ponzone – sarà determinare la procedura tecnico-esecutiva impiegata nella realizzazione, al fine di verificare l’ipotesi che ‘L’Ortolano’ costituisca la prima testa composita realizzata dall’Arcimboldo. Dagli esami si conta anche di risolvere le domande relative all’attuale stratificazione del supporto, riconducibile a pregressi interventi conservativi, analizzare la tavolozza e determinare la natura dei materiali impiegati dal pittore”.

Dipinto tra il 1587 e il 1590 da Giuseppe Arcimboldo, il quadro, un olio su tavola (35,8 × 24,2 cm), raffigura una natura morta di ortaggi dentro una scodella che, se capovolta di 180 gradi, si trasforma nella buffa immagine dell’Ortolano. L’opera del Museo di Cremona è l’unica testa reversibile di Arcimboldo conservata in un museo italiano, che si è rivolto a Humanitas University per scoprirne dettagli inediti. Questa fase di indagini con strumentazione d’avanguardia – spiegano da Humanitas – si inserisce nell’ambito della più ampia campagna diagnostica che verrà intrapresa congiuntamente all’università di Pavia, in particolare al Dipartimento di Scienze della Terra e dell’ambiente (Maria Pia Riccardi e Maya Musa) e al Dipartimento di Fisica (Maddalena Patrini), con il coordinamento scientifico di Mario A. Lazzari e il coordinamento operativo della storica dell’arte Raffaella Poltronieri. Questa iniziativa, fondata su un protocollo di indagine completamente non invasivo, costituirà il completamento degli studi scientifici condotti nel 2007 da Mario Marubbi e da Lazzari, in occasione della mostra ‘Arcimboldo (1526-1593)’ tenutasi lo stesso anno presso il Musée du Luxembourg di Parigi e proseguita nel 2008 presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna. “L’esame cui è stata sottoposta l’opera – descrive Laghi – è una Tc a conteggio di fotoni (Photon-Counting Ct), in grado di tradurre in segnale elettrico l’energia dei singoli fotoni che raggiungono il rivelatore dopo aver interagito con i tessuti. In questo caso, con gli strati pittorici e la tavola. Caratteristica del macchinario è la capacità di arrivare a una risoluzione ad altissima precisione. Questo ha consentito di acquisire immagini della stratificazione dell’opera, con spessore di un quinto di millimetro”. Il macchinario che ha ospitato ‘L’Ortolano’ – si legge in una nota – è arrivato in Humanitas grazie a Humanitas University e ai fondi Anthem, il progetto finanziato dal ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Piano nazionale complementare al Pnrr, nato per accelerare l’innovazione nella ricerca clinica verso una medicina sempre più predittiva e personalizzata, con particolare attenzione a quattro aree ad alto impatto sanitario: cuore, cervello, polmoni e tumori.La super Tac si trova nel Proton Building dell’Irccs Istituto clinico Humanitas di Rozzano, inaugurato quest’anno nell’ambito delle celebrazioni del trentennale dell’ospedale. Un edificio interamente dedicato alla cura oncologica, che accoglie la Clinical Trial Unit, dove i pazienti possono accedere a terapie sperimentali di ultima generazione, e la Protonterapia, la forma di radioterapia ad alta precisione più avanzata per la cura dei tumori.

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