Ascolta la versione audio dell’articolo François Ozon adatta Albert Camus: il regista francese, celebre per bellissimi film come “Le temps qui reste” o “Giovane bella”, ha diretto uno dei prodotti più ambiziosi della sua carriera con “Lo straniero”, grande protagonista del weekend in sala.Loading…La sfida non era semplice, anche perché nel 1967 il testo era già stato portato al cinema da un certo Luchino Visconti con Marcello Mastroianni come interprete in una trasposizione che però, va sottolineato, non era certo tra le opere più riuscite del grande autore italiano.Ambientato nel 1938 ad Algeri, “Lo straniero” ha come protagonista Meursault, un tranquillo e modesto impiegato sulla trentina, che partecipa al funerale della madre senza versare una lacrima. Il giorno dopo inizia una relazione occasionale con Marie, una collega, e torna rapidamente alla solita routine. Ben presto, però, la sua vita quotidiana è sconvolta dal vicino, Raymond Sintès, che lo trascina nei suoi loschi affari, finché su una spiaggia, in una giornata torrida, accade la tragedia.«Mio nonno materno era giudice istruttore a Bône (oggi Annaba), in Algeria, e nel 1956 era sfuggito a un attacco, evento che aveva accelerato il ritorno della mia famiglia nella Francia continentale», ha svelato Ozon alla Mostra del Cinema di Venezia dello scorso anno, dove il film è stato presentato in concorso, aggiungendo inoltre di come si sia reso conto, durante questa lavorazione, di quanto tutte le famiglie francesi abbiano un legame con l’Algeria e di quanto pesi il silenzio che grava su questa storia comune.


