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Home Cultura

Marilyn Monroe, l’ascesa di un mito nel suo viaggio del 1954 in Corea

di Redazione Corriere Politico
31/05/2026
in Cultura
Marilyn Monroe, l’ascesa di un mito nel suo viaggio del 1954 in Corea

(di Francesca Pierleoni)
Un semplice palco di legno, con un
piccolo backstage , una minuscola area per cambiarsi, delineata
a volte solo da una tenda, e per esibirsi il vestito viola
preferito dal marito appena sposato, il campione di baseball Joe
DiMaggio. Eppure, nel momento in cui partiva la musica e
appariva sul proscenio, di fronte a decine di migliaia di
soldati in Corea, nel 1954, si vedeva solo la straordinaria
personalità di una star naturale, di una donna sensibile e
empatica, nonostante la pressione dei suoi fantasmi passati e di
Hollywood. Sono fra le istantanee dell’icona nel documentario
Marilyn Monroe – Ascesa Di Un Mito di Patrick Jeudy, che a 100
anni esatti dalla nascita della diva debutta lunedì 1 giugno in
prima assoluta e in esclusiva su Retequattro in seconda serata.
   
Un racconto scandito dai filmati d’archivio, foto, testimonianze
e altri materiali, meticolosamente restaurati e la
straordinaria testimonianza di Marilyn stessa, che sette anni
dopo quegli spettacoli condivise ricordi e aneddoti inediti
dell’esperienza in un programma dell’Nbc. E’ il febbraio 1954,
quando Marilyn, interrompe brevemente la luna di miele in
Giappone con Joe DiMaggio (si erano sposati il 14 gennaio),
avendo accettato l’invito dell’esercito americano di andarsi ad
esibire, con un minitour di quattro giorni, per le truppe in
Corea, dove da qualche mese il conflitto era terminato, grazie
all’armistizio raggiunto nel luglio 1953. L’attrice si unisce
così a uno degli show itineranti ai quali stavano partecipando
in quei mesi, fra gli altri anche Ingrid Bergman, Bing Crosby,
Marlene Dietrich e Danny Kaye, per le decine di migliaia di
soldati, che aspettavano di poter tornare a casa. Un percorso
complesso, con più show durante le varie giornate, spostandosi
in aereo continuamente tra diverse basi, in temperature che
andavano anche sotto lo zero. Uno dei motivi per cui indossava,
quando non era sul palco, come molte delle altre star che
partecipavano, la divisa militare, con giaccone e stivali. Una
precauzione che non impedirà però l’insorgere dei primi sintomi
di una polmonite. Marilyn, che prima e dopo gli spettacoli si
ferma anche a parlare con i soldati, a fare autografi e foto
con loro, nelle sue performance canta tre canzoni e viene
accolta dal tripudio del pubblico di militari, che vogliono solo
vedere lei, arrivando anche a interrompere gli altri performer.
   
“E’ la prima volta che mi sono sentita una star,
quell’esperienza resterà con me per sempre” racconta sette anni
dopo. Il viaggio per Marilyn è anche l’occasione di uno spazio
di libertà da un marito che già si stava dimostrando
eccessivamente geloso, e dai comportamenti prevaricatori del
produttore Daryl Zanuck, che pretendeva di controllare le sue
scelte e la sminuiva continuamente. La sua indipendenza invece
l’attrice la dimostra anche durante il tour, quando, anche di
fronte a incidenti e difficoltà (come i vuoti di memoria che a
volte le rendono difficile memorizzare un testo) va avanti, o
quando dice no agli ufficiali dell’esercito che le chiedono di
cambiare una canzone del suo show, giudicata troppo allusiva.
   
Lei risponde che è un brano di Gershwin e accetta solo di
modificare una parola nel ritornello, cantando Kiss me again
invece di Do it again. D’altronde, la sua forza di carattere
Marilyn Monroe era emersa pure qualche mese prima, firmando per
un magazine un articolo intitolato ‘I lupi che ho conosciuto’
nel quale aveva svelato, come ricorda il documentario, “la
verità dietro lo sfarzo di Hollywood, denunciando il sistema
costruito da uomini potenti per approfittarsi dei sogni e delle
vulnerabilità delle giovani attrici”.
Al ritorno da qual viaggio
Marilyn inizia a chiedere ruoli diversi, cachet più alti e il
diritto di dire la sua sul proprio lavoro. E nell’autunno del
1954, meno di un anno dopo la Corea, lascia Joe diMaggio (che
continuava a chiederle di abbandonare la sua carriera) e cerca
di reinventare la sua vita.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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