Il turismo “è il comparto che ci identifica e ci caratterizza e racconta al mondo cosa significhi essere italiani”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla 76esima assemblea di Federalberghi. “Promuove i nostri valori e il nostro stile di vita”, ha aggiunto.
“Il turismo italiano è tornato forte, solido e in salute grazie agli operatori che si sono rimboccati le maniche”, ha proseguito la premier osservando che “il lavoro non si crea per decreto, quello che deve fare lo Stato è mettere gli imprenditori nelle migliori condizioni per produrre ricchezza”.
Meloni si è quindi rivolta al presidente di Federalberghi Bernabò Bocca, rieletto alla guida della federazione per il quinto mandato consecutivo con un voto all’unanimità: “Siamo stati tutti molto in ansia per questa sua elezione. Al cardiopalma, diciamo fino all’ultimo voto, assolutamente inaspettata. Poi ci farai un corso di formazione…”. Poi si è fatta seria e ha aggiunto: “La riconferma è davvero sintomatica del lavoro che il presidente ha fatto in questi anni”.
Meloni ha poi rivolto un saluto al ministro Mazzi al debutto, “fino all’ultimo ho un po’ sofferto al dover mollare la delega” sono stata forse “il ministro del turismo meno longevo della storia…” ma “occuparsi di turismo credo sia una delle cose più stimolanti che si possano fare”.
Bocca: ‘Il turismo è una risorsa straordinaria ma va preservato da abusivi e pirati’
“Il turismo è una risorsa straordinaria, ma va preservato dagli abusivi, ai quali, come se non bastasse, si sono aggiunti i pirati. Gli abusivi sono coloro che esercitano l’attività ricettiva senza averne i presupposti, autorizzativi e strutturali. Non creano ricchezza, la distruggono. I pirati sono coloro che utilizzano contratti di lavoro non regolari, spesso sottoscritti da organizzazioni fantasma. Non solo producono incertezza e sfruttamento, possono causare ingenti perdite economiche”. Lo ha detto il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca nella relazione all’assemblea a Roma a cui sta partecipando la premier Giorgia Meloni.
“I dati Istat indicano che nel 2025 le presenze sono cresciute del 2,3%, con arrivi in lieve calo (-0,9%), ma soggiorni più lunghi e domanda internazionale solida. Mentre il nostro settore conferma la sua forza, non possiamo ignorare il rischio geopolitico che pesa sugli scenari futuri. I conflitti in corso, dall’Ucraina al Medio Oriente, fino alle tensioni legate all’Iran, non producono effetti solo sugli equilibri internazionali. Possono incidere anche sui flussi turistici diretti verso il nostro Paese”, ha osservato Bocca.
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