“Non è vero che la campagna di Italia Viva mi ha irritato. Cosi’ come non e’ vero che qualcuno a Palazzo Chigi abbia chiesto spiegazioni al Mit. Anzi, devo dire che ho trovato la campagna molto efficace dal punto di vista comunicativo e l’ho detto direttamente a chi l’ha ideata, cioè Matteo Renz. D’altronde “c’era lei” perché dopo che “c’e’ stato lui” quasi nessuno lo ha più votato. Ma questa, ovviamente, è un’altra storia…”. Lo scrive la premier Giorgia Meloni, in una lettera pubblicata sul quotidiano La Stampa.
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La presidente del Consiglio fa riferimento ad un articolo apparso ieri sul quotidiano di Torino in cui Meloni veniva descritta come “furibonda” per i cartelloni della campagna di comunicazione “quando c’era lei i treni arrivavano in ritardo” promossa da Italia Viva, il partito di Matteo Renzi. Cartelloni apparsi nelle grandi stazioni ferroviarie che avrebbero, secondo quanto riportato nell’articolo de La Stampa, Palazzo Chigi a chiedere spiegazioni al Mit. “Leggo – prosegue Meloni nella lettera – che qualcuno avrebbe chiesto di modificare la campagna di Italia Viva. Non so se sia vero e non ho gli elementi per dirlo, perché mi occupo di tante cose ma grazie a Dio non degli spazi pubblicitari nelle stazioni, ma a scanso di equivoci mi permetto di suggerire a chi ha questa responsabilità che la campagna di Italia Viva non dovrebbe essere toccata e dovrebbe proseguire così com’è. Anche perché gli italiani sono molto più intelligenti e consapevoli di quanto si pensi, e sanno distinguere perfettamente tra la propaganda di partito e la realtà delle cose”.
“Sono tra le persone più criticate e contestate nella storia d’Italia. E non mi ha mai spaventato la critica di nessuno, tanto meno quella che può arrivare oggi che sono al Governo da un partito d’opposizione. Io sono stata all’opposizione per decenni e ho profondo rispetto per chi legittimamente tenta di far valere le proprie idee. Quindi – conclude la premier nel suo intervento – tranquillizzo tutti: la Meloni non è “furiosa”, non si occupa dei manifesti nelle stazioni, non chiama ministri e ministeri per lamentarsi di sciocchezze di questo tipo. Sono cose che facevano altri prima di me. Io mi occupo dei problemi concreti delle persone, e continuerò a farlo”.
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