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Montepaschi: Board revoca deleghe all’Ad Lovaglio. Sale tensione per Assemblea

di Redazione Corriere Politico
26/03/2026
in Economia Italiana
Montepaschi: Board revoca deleghe all’Ad Lovaglio. Sale tensione per Assemblea

Luigi Lovaglio, il manager che ha guidato Banca Monte dei Paschi di Siena nel risanamento degli ultimi anni, non è più alla guida della banca senese. Il consiglio di amministrazione ha infatti revocato i poteri dell’Ad, e lo ha sospeso dalle mansioni di direttore generale, dopo la decisione di Lovaglio di candidarsi per un nuovo mandato senza l’appoggio dei consiglieri uscenti.
La decisione del Board
Il CdA ha preso la decisione “tenuto conto dell’inserimento di Luigi Lovaglio, quale candidato amministratore delegato, nella lista che si candida ad eleggere la maggioranza degli amministratori presentata da PLT Holding”. Dopo aver effettuati i necessari approfondimenti, anche con l’ausilio di autorevoli consulenti esterni, il board ha ritenuto di revocare le deleghe a Lovaglio conferite in qualità di amministratore delegato, avocando a sé tutti i relativi poteri, e deliberando anche, con decorrenza immediata, la sospensione dalle mansioni coperte in qualità di direttore generale.
La gestione delle attività ordinarie, fino alla prossima assemblea dei soci chiamata, tra l’altro, alla nomina del nuovo consiglio di amministrazione, viene assegnata al Vice Direttore Generale Vicario Maurizio Bai, così garantendo la piena continuità delle attività della Banca.
Le tre liste per il rinnovo del CdA
La banca ha anche confermato che, in aggiunta alla lista di candidati alla carica di amministratori presentata dal CdA uscente, risultano presentate dagli azionisti, entro il termine previsto dalla normativa di legge e di Statuto, 2 liste di candidati per le nomine al CdA e 3 liste di candidati per le nomine al Collegio Sindacale in vista dell’assemblea del 15 aprile 2026
In riferimento alla lista di candidati presentata da PLT Holding, il CdA “si riserva ogni più opportuna valutazione in ordine alla documentazione concernente detta lista anche con riguardo alla conformità con la normativa societaria e regolamentare, avviando opportune interlocuzioni con le autorità competenti”, viene sottolineato.

La rottura
Lovaglio e il consiglio di amministrazione di MPS sono stati in disaccordo sulla strategia dell’amministratore delegato per Mediobanca, recentemente acquisita, con alcuni azionisti di MPS che non erano d’accordo con la proposta di Lovaglio di fondere completamente le due banche. Lo scontro è poi accelerato lo scorso sabato, quando PLT Holding (holding di partecipazioni della famiglia Tortora che detiene una quota dell’1,2% dell’istituto senese) ha espresso il proprio sostegno al piano di Lovaglio e lo ha proposto per un nuovo mandato, presentando una lista di candidati al consiglio di amministrazione che sfida quella presentata dal consiglio uscente.
Martedì, MPS ha annunciato che il suo consiglio di amministrazione ha deciso di proporre Fabrizio Palermo, amministratore delegato dell’utility romana Acea, come unico candidato alla carica di amministratore delegato, abbandonando la precedente decisione di avere tre possibili candidati.
L’inchiesta della procura
Luigi Lovaglio è alla guida di MPS dal 2022, periodo durante il quale ha supervisionato la ristrutturazione della banca, salvata dal collasso dal governo italiano nel 2017. MPS è stata riprivatizzata con successo tra il 2023 e il 2024.
Nella relazione del bilancio messa ieri a disposizione da MPS in vista dell’assemblea, si fa anche il punto sul procedimento penale pendente innanzi alla Procura della Repubblica di Milano vede coinvolto l’AD in carica destinatario, in data 27 novembre 2025, di un avviso di garanzia relativamente all’OPS volontaria avente ad oggetto le azioni di Mediobanca.
In base all’incolpazione provvisoria, sono stati ipotizzati nei confronti di Lovaglio, nonché del presidente del CdA della Delfin e del soggetto indicato come “vertice” del Gruppo Caltagirone i reati di manipolazione del mercato ed ostacolo all’esercizio delle funzioni delle Autorità Pubbliche di Vigilanza. In particolare, secondo l’impostazione accusatoria, le condotte oggetto di contestazione (differenziate tra i tre indagati) sarebbero state volte ad occultare al mercato nonché a Consob, BCE ed Ivass l’esistenza di patti parasociali tra azionisti rilevanti di Mediobanca, da cui sarebbero derivati, da un lato, l’alterazione del prezzo delle relative azioni, dall’altro, l’ostacolo alle funzioni di vigilanza delle predette Autorità. Allo stato, tra le numerose condotte oggetto di contestazione nei confronti dei tre indagati, all’AD sarebbe stata ascritta unicamente la condotta consistente nell’aver asseritamente concertato con gli altri coindagati l’OPS mediante la quale MPS avrebbe acquisito il controllo di Mediobanca.

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