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Mps: avanti tutta sul Piano, il mercato cerca la stabilità della governance

di Redazione Corriere Politico
20/03/2026
in Finanza
Mps: avanti tutta sul Piano, il mercato cerca la stabilità della governance

Punto uno, il tempo: mancano due giorni e ancora niente. Punto due, i fondi: vogliono stabilità e seguono di norma le indicazioni dei proxy, che a propria volta tendono a garantire stabilità schierandosi con la lista del Cda. Punto tre, le possibili contestazioni legali alla banca per le indagini della Procura di Milano sulla questione del presunto concerto. Luigi Lovaglio, che oggi ha parlato a Londra, il dubbio non l’ha sciolto ma più d’una voce nel salotto finanziario sussurra che una sua possibile inclusione nella rosa dei candidati promossa da qualche lista di minoranza sembrerebbe perdere quota: salvo sorprese dell’ultimo minuto.

Il ragionamento – secondo diverse voci raccolte dall’AdnKronos – è semplice: il mercato inizia a digerire, dopo giorni di tempesta, il dopo Lovaglio: in cinque giorni la banca ha recuperato circa 240 milioni e domani – secondo indiscrezioni confermate all’AdnKronos – si attende il deposito della lista di minoranza del comitato dei gestori, che dovrebbe essere “sostanzialmente allineata alla posizione assunta dal Cda”: Alessandra Barzaghi risulterebbe fuori. Di più: lo stesso Lovaglio a Londra ha rivendicato gli straordinari risultati ottenuti nel risanamento della banca e rassicurato sulla stabilità della rotta intrapresa, a prescindere dalle evoluzioni della governance. Tutto lascia pensare – fanno osservare le fonti – che non desideri affatto presentarsi in una lotta serrata, rischiando di balcanizzare l’assemblea e spaccare magari il futuro Cda. Del resto, i fondi – sul cui appoggio, almeno in parte, potrebbe contare Lovaglio – cercano stabilità: persino la lettera della Bce, che pone l’accento su alcuni requisiti ritenuti centrali per il futuro amministratore delegato, chiara autonomia di giudizio e rilevante esperienza bancaria, sembra aver avuto “effetto contrario a quanti volevano usarla contro la lista del Cda”. Con oltre 500 pagine di documentazione relative alla selezione dei candidati al vertice, ha consentito a Mps di chiarire: che i profili individuati presentavano tutti curriculum differenti ma complementari; che la scelta di indicare più nomi era una risposta all’esigenza di garantire competenze diversificate all’interno del consiglio di amministrazione; ma che soprattutto la terna – Passera, Vivandi e Palermo – rispetta pienamente quei requisiti di indipendenza richiesta dalla Bce. E soprattutto può garantire stabilità. E certo, si mormora nell’ambiente finanziario milanese, Lovaglio – che oggi a Londra ha mostrato di essere un fuoriclasse rivendicando di aver portato il valore della banca da 300 milioni a 28 miliardi – non intende certo lanciarsi in un far west all’italiana, usando la metafora di Messina sul risiko. Infine il punto dolente: la questione del presunto concerto. Le indagini si riferirebbero proprio a ipotetici reati di natura bancaria e finanziaria e per di più asseritamente commessi nello svolgimento della funzione di amministratore di Mps. “Ciò comporta – spiega all’AdnKronos Gioacchino Amato, avvocato esperto di diritto bancario e finanziario, ex Consob e già presidente di banca Sant’Angelo – che ove anche il cda avesse candidato il Ceo uscente non sarebbe possibile escludere che la Banca d’Italia potesse ritenere lo stesso privo del requisito di correttezza professionale, comportandone la decadenza”. (di Andrea Persili)

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