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Paramount-Warner Bros. Discovery, rimosso l’ultimo ostacolo alla fusione da 110 miliardi

di Redazione Corriere Politico
22/09/2026
in Scienze
Paramount-Warner Bros. Discovery, rimosso l’ultimo ostacolo alla fusione da 110 miliardi

Paramount ha raggiunto un accordo con la California e altri undici Stati che avevano fatto causa per bloccare l’acquisizione da 110 miliardi di dollari di Warner Bros. Discovery. L’intesa elimina uno degli ultimi ostacoli sulla strada della fusione, una delle più grandi mai registrate nel settore dei media.

Il decreto di conciliazione presentato in tribunale prevede requisiti precisi sulla produzione cinematografica. Il gruppo dovrà garantire un numero minimo di uscite nelle sale nei prossimi cinque anni: trenta nel primo e nel secondo anno, trentadue negli anni successivi. È previsto inoltre un impegno a investire almeno 300 milioni di dollari in più sulla produzione negli Stati Uniti rispetto ai livelli del 2025. Tra i film prodotti, almeno quattro dovranno essere indipendenti, mentre almeno il venti per cento dovrà rientrare nella categoria dei kolossal, con budget superiori ai 50 milioni di dollari e distribuzione su almeno tremila schermi statunitensi nel primo mese di uscita.In caso di mancato rispetto di questi obblighi, Paramount dovrà cedere gli studi Miramax e versare 30 milioni di dollari per ogni film non prodotto. L’accordo impone anche di mantenere attivo un servizio di streaming gratuito, sul modello di Pluto TV, e include l’impegno a non vendere per almeno cinque anni gli studi di Paramount e i terreni di Warner Bros. in California.L’intesa stabilisce inoltre regole per le trattative sui canali via cavo del gruppo unificato e istituisce un comitato per l’indipendenza editoriale, composto da cinque giornalisti con almeno dieci anni di esperienza, a garanzia dell’autonomia redazionale di CBS e CNN. Anche la Writers Guild of America ha chiuso la propria causa antitrust contro Paramount con un accordo separato.Durante la conferenza stampa che ha annunciato l’intesa, il procuratore generale della California Rob Bonta ha definito l’accordo l’esatto opposto di quanto avvenuto con la fusione Disney-Fox del 2018, dopo la quale la produzione cinematografica di Fox si era ridotta drasticamente. Bonta ha precisato che l’accordo non rappresenta un via libera politico alla fusione, ma una soluzione che risolve le preoccupazioni antitrust sollevate in ciascuno dei mercati coinvolti, tutelando la concorrenza, la scelta dei consumatori e gli interessi dei lavoratori.Il presidente e amministratore delegato di Paramount, David Ellison, ha ringraziato Bonta, gli altri procuratori generali coinvolti, la Writers Guild e il governatore della California Gavin Newsom per il sostegno ricevuto durante il negoziato. Secondo Ellison, l’obiettivo condiviso era arrivare a un’intesa capace di tutelare consumatori, lavoratori e comunità creativa, attraverso impegni concreti che prevedono oltre trenta film l’anno e un ampliamento della produzione cinematografica negli Stati Uniti. Il dirigente ha inoltre ricordato che l’operazione ha già ottenuto il via libera unanime delle autorità della concorrenza in quasi settanta giurisdizioni nel mondo, e che con la risoluzione delle obiezioni sollevate dagli Stati e dal sindacato degli sceneggiatori la fusione può ora considerarsi definitivamente sbloccata.L’accordo arriva a pochi giorni dall’entrata in vigore della cosiddetta “ticking fee”, la penale che avrebbe obbligato Paramount a versare agli azionisti di Warner Bros. Discovery 25 centesimi per azione per ogni trimestre di ritardo oltre il 30 settembre, per un costo stimato di circa 7 milioni di dollari al giorno.La fusione era già stata autorizzata dall’amministrazione Trump, ma a luglio California, Arizona, Colorado, New York, Washington e altri Stati avevano presentato ricorso sostenendo che l’operazione avrebbe dato vita a un colosso dei media capace di arrecare danni sostanziali all’intero settore dell’intrattenimento. Un giudice aveva accolto la richiesta degli Stati di sospendere temporaneamente l’operazione poco dopo la presentazione della causa.

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