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Home Economia Italiana

Piazza Affari, prima ondata di dividendi della stagione: i titoli su cui puntare

di Redazione Corriere Politico
20/04/2026
in Economia Italiana
Piazza Affari, prima ondata di dividendi della stagione: i titoli su cui puntare

Oggi, 20 aprile 2026, si apre per Piazza Affari la “stagione dei dividendi”, anche se il clou si avrà come al solito a maggio. Come da tradizione, il lunedì è la giornata designata per lo stacco di numerose cedole, incluse alcune delle più pesanti del paniere principale.

Il dettaglio dei titoli
I Big del FTSE MIB:

Ferrari stacca un dividendo di 3,615 euro (pagamento previsto per il 5 maggio)
UniCredit di 1,7205 euro (saldo su totale di 3,149 euro, pagamento il 22 aprile)
Prysmian di 0,90 euro (pagamento il 22 aprile)
Banca Mediolanum di 0,65 euro (saldo su totale di 1,25 euro, pagamento il 22 aprile)
Mediobanca di 0,63 euro (su bilancio semestrale, pagamento il 22 aprile)
Banco BPM di 0,54 euro (saldo su totale di 1 euro, pagamento il 22 aprile)
Campari di 0,10 euro (pagamento il 22 aprile).

Un caso a parte è quello di Iveco, che fa ancora parte del FTSE MIB ma si prepara a uscire, con un dividendo straordinario da 5,8216 euro per azione legato alla cessione della divisione Business Defence a Leonardo, elemento che lo colloca in una categoria a sé all’interno della giornata dei dividendi.
Le Mid Cap che staccano un dividendo sono Anima (0,5 euro) e Maire (0,585 euro). Le STAR sono Fine Foods & Pharmaceuticals (0,16 euro) e Generalfinance (1,36 euro).
Cosa è lo stacco cedole e quando avviene
Le cedole rappresentano i proventi dei titoli azionari e obbligazionari. Nello specifico, per le azioni, rappresentano la quota degli utili che gli amministratori della società decidono di distribuire ai soci sotto forma di dividendo, che viene proposto dal Consiglio di Amministrazione ed approvato dall’Assemblea degli azionisti.

La cedola in parole povere è un diritto a percepire un quid immaterialmente “attaccato” alla propria azione, sin quando questo cedolino non viene staccato (per questo di dice che l’azione quota ex cedola). In seguito allo stacco, agli azionisti sarà liquidato (pagato) il dividendo, circa tre giorni dopo lo stacco della cedola. Per i titoli azionari è anche possibile che gli amministratori decidano di distribuire cedole non derivanti da utili dell’attività ordinaria ma da altre voci contabili (cassa, riserve, ecc.): in tale eventualità si parla di cedole (o dividendi) straordinari.
L’impatto dello stacco cedole
Il dividendo non è un guadagno “extra” che piove dal cielo il giorno dello stacco, ma si tratta di una fuoriuscita di cassa dal patrimonio della società. Quando un’azienda stacca una cedola, il suo valore patrimoniale diminuisce esattamente dell’importo distribuito.
In giornate di “stacchi di massa” (le tipiche giornate di maggio o ottobre a Piazza Affari), è comune vedere l’indice FTSE MIB segnare una performance negativa pesante in apertura. Questo accade perché l’indice principale è un indice di prezzo: non tiene conto del reinvestimento dei dividendi. Pertanto, se molte blue chip staccano la cedola contemporaneamente, l’indice calerà proporzionalmente, dando l’impressione di una seduta di vendite che in realtà è solo un effetto tecnico dello stacco.

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