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Ponte sullo Stretto, nuovo stop per il costo dei pedaggi: l’Ue chiede indietro 12 milioni

di Redazione Corriere Politico
01/06/2026
in Economia Italiana
Ponte sullo Stretto, nuovo stop per il costo dei pedaggi: l’Ue chiede indietro 12 milioni

Il Ponte sullo Stretto è stato nuovamente bocciato. A dare un parere negativo sul piano economico-finanziario dell’opera è l’Autorità di regolazione dei trasporti, che ha sollevato dubbi su tariffe e pedaggi.
La nuova stroncatura aumenta il ritardo del progetto. Ora la società Stretto di Messina, che aveva ricevuto 12 milioni di euro dall’Unione Europea per la progettazione dell’opera, dovrà restituirli proprio per via dei ritardi.

Ponte sullo Stretto: i dubbi sulle tariffe
Il Ponte sullo Stretto incontra un nuovo ostacolo. Mentre sono al lavoro per risolvere i punti sollevati dalla Corte dei Conti, arriva una nuova bocciatura. Questa volta da parte dell’Autorità di regolazione dei trasporti che ha dato il suo parere al Ministero delle Infrastrutture sulle tariffe di pedaggio per l’attraversamento del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria.
L’Autorità ha sollevato la questione dei costi di gestione dell’opera e sostiene che il piano per la realizzazione del Ponte sullo stretto di Messina, “pur potendosi considerare adeguato nell’attuale fase di impostazione e avvio del progetto”, richiederà l’introduzione o il rafforzamento di alcuni presidi.
Per essere considerata economicamente autosufficiente, l’infrastruttura dovrebbe essere attraversata ogni anno da più di 10 milioni di autovetture. In base ai calcoli del governo, la gestione della manutenzione ordinaria e quella straordinaria sarebbero state interamente coperte dalle tariffe.
Quanto costerà il pedaggio?
È lo stesso ministro dei Trasporti Matteo Salvini ad aver ipotizzato tariffe di 10 euro circa per auto. Mentre l’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, aveva ipotizzato tariffe tra i 4 e i 10 euro.
Nello specifico:

4 euro per le moto;
7 euro per le automobili;
10 euro per i camion.

Da quello che si legge nel testo, invece, ci dovrebbero essere variazioni tariffarie dal 2034 al 2063. Emerge così una tariffa media annua a veicolo che solo nel primo anno di apertura sarà di 27,4 euro, e che salirà del 2% annuo fino a 48,7 euro nel 2063.
La variazione del prezzo dovrebbe rientrare nel piano economico-finanziario. Secondo l’Autorità, infatti, non può essere considerato uno strumento statico, ma deve riflettere costi effettivi, previsioni di traffico, assetto delle componenti stradali e ferroviarie e allocazione dei rischi. Tutti fattori che variano nel tempo.

Per Ciucci non si tratta di una “stroncatura”. La tariffa di 27,43 euro per i veicoli, indicata dall’Autorità, è una media ponderata tra i volumi di traffico e le tariffe per ciascuna tipologia di veicolo, e non il costo di un singolo passaggio per le autovetture.
In una nota, nella quale risponde alla nuova bocciatura, spiega anche che le tariffe per il traffico veicolare:
garantiscono nel periodo di esercizio dell’Opera l’equilibrio economico-finanziario della concessione e la copertura integrale dei costi operativi e della manutenzione ordinaria e straordinaria, promuovendo al contempo la continuità territoriale tra Sicilia e Calabria con costi sensibilmente inferiori alle attuali tariffe di attraversamento.
Il Ponte perde 12 milioni: somma restituita
Il bilancio d’esercizio della società Stretto di Messina vede l’ammontare di 12 milioni di euro in sostegno, ricevuti dall’Unione Europea a fine 2024, per la progettazione del ponte. Ora questa somma andrà restituita per via dei ritardi accumulati dall’infrastruttura.
Angelo Bonelli, deputato di Avs, ha commentato la restituzione dei milioni all’Unione Europea facendo riferimento al quadro della società. Infatti dal bilancio si evince che su 116 dipendenti, 89 sono dirigenti o quadri e solo 27 sono impiegati.
Bonelli accusa la struttura operativa di essere una “piramide rovesciata pagata con soldi pubblici”. Ma soprattutto, da qui anche la somma da restituire, di non rispettare i tempi previsti sulla progettazione dell’opera.
Sempre Pietro Ciucci ha risposto alle critiche. Secondo l’ad la restituzione sarà momentanea. Dichiara che:
Tenuto conto della nuova tempistica per l’inizio dei lavori, è stata la stessa società Stretto di Messina ad avviare la procedura di richiesta di risoluzione anticipata.
Un passaggio che consentirebbe alla società di partecipare nuovamente ai prossimi bandi europei, tenuto conto che “restano del tutto inalterati i giudizi d’Europa che avevano determinato la vittoria con i più alti punteggi al bando 2024”.

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