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Salvini: ‘Cantieri a rischio fermo, 20 miliardi di scostamento per la manovra’

di Redazione Corriere Politico
25/08/2026
in Politica, Primo Piano
Salvini: ‘Cantieri a rischio fermo, 20 miliardi di scostamento per la manovra’

Per la manovra “secondo me andrà messo sul tavolo anche uno scostamento di bilancio. Intendo proporlo nei prossimi giorni. Non occorre l’ok di Bruxelles” ma “una scelta nazionale”. Così a ilSussidiario.net Matteo Salvini, oggi al Meeting di Rimini. “Tutti parlano giustamente del costo dei carburanti, ma da ministro delle Infrastrutture devo fronteggiare aumenti per miliardi di euro dei prezzi dei materiali”. Servono “almeno 20 miliardi. Io stesso, per il ministero avrei bisogno di almeno 6 o 7 miliardi solo per compensare l’aumento dei prezzi” sugli “appalti che ho assegnato. A settembre rischio il fermo di diversi grandi cantieri”.
“Porte spalancate a chi vuole costruire, non polemizzare. Ci sono consigli regionali che, al di là delle polemiche di qualcuno, anche in questo mese agosto hanno lavorato per accelerare sull’autonomia differenziata, il federalismo fiscale è stato approvato, la Lega ha cinque ministri del Nord su cinque, cento miliardi sono stati impegnati in opere pubbliche al Nord. Abbiamo chiuso pochi mesi fa le prime Olimpiadi della storia in Lombardia e abbiamo i numeri sull’occupazione giovanile, sull’occupazione femminile, sull’export in crescita. Mi viene il dubbio che qualcuno usi la parola ‘Nord’ per parlare d’altro”. “Il suggerimento che do a tutti, dentro e fuori la Lega – prosegue – è lavorare il più possibile e, se ci sono dei problemi, parlarne in famiglia, perché facendolo in piazza si aiutano Schlein e Conte. Di riunioni di partito ne facciamo a decine. Qualcuno mi rimprovera di ascoltare tutti e di farlo troppo”.
“La Lega porterà al tavolo di maggioranza un contributo, secondo me, prezioso, che è quello delle coperture” per la manovra. Così il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini in una intervista a ilSussidiario.net in cui ribadisce che “le banche dovranno dare il loro contributo, perché stanno facendo utili straordinari che non hanno precedenti nella storia della Repubblica. Parlo delle grandi banche, non dei crediti cooperativi o delle casse rurali. Se prendiamo le prime cinque o sei del Paese, gli utili sono enormi. Unicredit e Intesa, negli ultimi tre anni, hanno fatto 54 miliardi di euro di utili”.
“Avanti tutta, dunque, senza remore. Chi più ha, in un momento delicato, può dare di più”, insiste, precisando che “non vogliamo intervenire sugli utili in generale ma sulla differenza tra interessi attivi e passivi. E sono miliardi. Se facessimo come in Spagna, dove c’è un governo lontanissimo da me, partendo dal 5% porteremmo a casa almeno 2 miliardi l’anno. Nei primi tre anni Sánchez ha ottenuto 5 miliardi e le banche spagnole continuano a straguadagnare”. Per Salvini è “una sciocchezza” dire che se si tassano le banche i fondi scappano: “Se quest’anno ipotizziamo circa 40-42 miliardi di profitto, il 5% sono 2 miliardi. Non dimentichiamo che le banche sono imprese che lavorano con le garanzie dello Stato, hanno licenziato migliaia di dipendenti e chiuso migliaia di sportelli. Sono un’impresa abbastanza “protetta”, diciamo così, con assai poco da temere”. Il leader leghista si dice “contento” che anche Elly Schlein abbia chiesto di intervenire sugli extraprofitti delle società energetiche. “Banche, assicurazioni, energetici e petroliferi stanno guadagnando. Mi fa piacere, sia chiaro, non sono per l’esproprio proletario, ma in un momento come questo occorre chiedere un contributo a chi può darlo. Francia e Germania stanno mettendo sul piatto decine di miliardi di euro per sostenere le imprese. Dobbiamo fare altrettanto, perché con i passettini stavolta non ce la facciamo”.

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