• Chi Siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy
venerdì 5 Giugno 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Corriere Politico
  • Cronaca Italiana
  • Cultura
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Mondo economia
  • PMI e Business
  • Politica
  • Cronaca Italiana
  • Cultura
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Mondo economia
  • PMI e Business
  • Politica
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Corriere Politico
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Economia Italiana

Scorte di petrolio ai minimi da 10 anni, verso nuovi aumenti di benzina e diesel

di Redazione Corriere Politico
18/05/2026
in Economia Italiana
Scorte di petrolio ai minimi da 10 anni, verso nuovi aumenti di benzina e diesel

Alla fine del mese di maggio le scorte di petrolio greggio mondiali toccheranno i livelli minimi da 10 anni. Gli Stati hanno utilizzato le loro riserve strategiche per limitare l’impatto della crisi energetica causata dalla chiusura dello stretto di Hormuz, ma dopo quasi tre mesi di conflitto in Medio Oriente, sarebbero rimasti, a livello mondiale, soltanto 7,6 miliardi di barili.
Le scorte non possono esaurirsi del tutto. Il loro ruolo non è soltanto quello di diminuire i prezzi nei mercati locali, ma soprattutto quello di garantire energia, principalmente carburanti, al Paese nel caso di un’interruzione totale delle forniture. Per questo, molti Stati potrebbero iniziare a limitare l’uso delle scorte di greggio, con un conseguente nuovo aumento dei prezzi di benzina e diesel.

Le scorte di greggio sono ai minimi da 10 anni
I dati sulle scorte internazionali di petrolio sono stati diffusi, attraverso una stima, dalla banca di investimenti svizzera Ubs. Era da un decennio che i livelli delle riserve mondiali di petrolio greggio non raggiungevano un livello così basso. Non è però soltanto questo report a segnalare una situazione sempre più precaria del mercato internazionale del petrolio.
Darren Woods, Ceo di ExxonMobil, compagnia petrolifera statunitense tra le più grandi al mondo, ha anche sottolineato che se si dovesse arrivare a un livello minimo di scorte sarebbe inevitabile un nuovo aumento dei prezzi del petrolio. Anche l’Agenzia internazionale dell’energia, nel suo rapporto mensile di maggio, ha sottolineato il rapido calo delle riserve, con diminuzioni mensili di:

129 milioni di barili a marzo;
117 milioni di barili ad aprile.

Se il ritmo della riduzione delle scorte dovesse continuare con questa rapidità, il petrolio di riserva finirebbe in 70 o al massimo in 100 giorni, a seconda delle stime.
A cosa servono le scorte strategiche di petrolio
Le scorte strategiche di petrolio, però, non possono davvero finire. Uno Stato non può privarsi del tutto delle proprie scorte, perché il ruolo di questi stoccaggi non è soltanto quello di controllare i prezzi nei momenti di crisi. Le scorte esistono perché una parte significativa del funzionamento base dello Stato si fonda sul petrolio e sui suoi derivati.
Di conseguenza, è necessario mantenere un livello minimo di scorte nel caso in cui, in un’emergenza ancora più grave di quella attuale, un Paese rimanesse completamente tagliato fuori dalle forniture internazionali di petrolio. A un certo punto, quindi, i governi saranno costretti a smettere di utilizzare le proprie risorse strategiche per il controllo dei prezzi. A quel punto l’effetto avuto finora dai rilasci delle scorte si esaurirebbe e i prezzi di benzina e diesel tornerebbero a crescere.
Come sono messe le scorte italiane
L’Ocsit, l’organismo centrale di stoccaggio italiano che gestisce una parte importante delle scorte di petrolio, segnala che nei suoi stoccaggi sono al momento presenti ancora circa 3 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi, con dati aggiornati al 17 maggio. Questi stoccaggi sono divisi in:

68.394 tonnellate di benzina per motori;
180.690 tonnellate di gasolio;
43.013 tonnellate di jet fuel, il carburante per aerei;
10.690 tonnellate di olio combustibile;
2.721.374 tonnellate di AnyOil, una categoria che indica le scorte non assegnate a un prodotto specifico.

A questi stoccaggi si devono aggiungere le scorte degli operatori privati, che portano i livelli ai minimi richiesti dall’Ue, di almeno 90 giorni di importazioni o 61 di consumi. A marzo il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica aveva autorizzato il rilascio controllato del 13,5% delle scorte di sicurezza italiane per contrastare la crisi petrolifera.

Consigliati

Mattarella assisterà alla finale maschile degli Internazionali di Tennis

Mattarella assisterà alla finale maschile degli Internazionali di Tennis

3 settimane fa
Borsa: l’Europa debole attende nuovi colloqui Usa-Iran

Borsa: l’Europa debole attende nuovi colloqui Usa-Iran

2 mesi fa

I Più Letti

  • Polo ambientale, Pirozzi (Confintesa): «Drammatico e inconcepibile stato gestionale in cui versa società»

    Giugliano, Pirozzi (Confintesa) contro Teknoservice: criticità nella gestione della raccolta dei rifiuti

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Dal 3 novembre i seminari SFI su guerra e pace con Carlo Galli, Umberto Curi e Massimo Mori

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Napoli, Fdi VI municipalità attacca la sinistra: «Ha mal governato per 40 anni»

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Nuova stagione culturale a Cava de’ Tirreni: la Fondazione Gagliardi Marino Angeloni si presenta

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Da Ercolano si riaccendono i fari sull’ospedale Maresca

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy

© 2023 corriere-politico.it

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Cronaca Italiana
  • Cultura
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Mondo economia
  • PMI e Business
  • Politica

© 2023 corriere-politico.it