“Oggi salutiamo un genio. Qualche
tempo fa un fine intellettuale ci disse: “Voi non vi rendete
conto che, dopo il Neorealismo, Slow Food è il movimento
culturale più importante che l’Italia abbia avuto”. Non ce ne
rendiamo conto, è vero. O facciamo finta. Perché la compostezza,
il pudore e un po’ di ruvidezza sono i caratteri della terra che
ha dato origine a questa associazione e che, come accade con
tutte le radici, permeano ogni sua propaggine, anche la più
remota”. È così che Slow Fodd saluta dal proprio sito web il
fondatore del movimento.
“Ma oggi no. Oggi sentiamo fino in fondo – si legge – il
valore, la potenza delle idee, dell’intelligenza, della
creatività che stanno dietro alla nostra chiocciola. E allora
possiamo dirlo a voce alta, mettendo da parte qualunque
ritrosìa: oggi salutiamo un genio. Uno degli intellettuali più
vivaci e visionari della nostra epoca. Capace di dialogare con
un re, un papa, un contadino, una pastora, un pescatore o uno
studente senza mai cambiare registro. Capace di comunicare in
tutte le lingue del mondo senza saperle. Capace di seminare
gioia, entusiasmo e speranza in ogni angolo del pianeta”.
Ognuno di noi, in questi giorni, reagisce a modo suo, perché
ognuno ha la sua storia, personale e all’interno
dell’associazione”.
“Ma la cosa più importante che possiamo e dobbiamo fare
tutti, per onorare la memoria di Carlo – prosegue Slow Food -, è
ritrovare subito la bussola e, come ci ha detto lui, restare
uniti e tenere la barra dritta. Perché siamo custodi di un
grande tesoro. E il futuro di questo nostro bel movimento è il
minimo che dobbiamo a Carlo”.
“Ciao Carlin, ti vogliamo bene” conclude il movimento,
firmando “la tua Slow Food” e invitando chi volesse “esprimere
un messaggio di vicinanza nei confronti di Carlo” a scrivere a
c.petrini@slowfood.it.
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