Dopo una chiusura incoraggiante ieri, i titoli di Stato italiani sono tornati sotto pressione nei primi minuti dell’apertura del 22 settembre. Lo spread tra Btp e Bund decennali è stabile a 89 punti base mentre i rendimenti, che erano calati nelle ultime ore di lunedì, sono tornati ai livelli delle ultime settimane, al 4,38%.
Questa instabilità è stata dettata dal prezzo del petrolio. Nella giornata di ieri il greggio era rapidamente calato, perdendo il 4,5% del proprio prezzo sui mercati internazionali, con il Brent sotto i 100 dollari al barile. Una notte di attacchi in Yemen ha però riportato volatilità sui mercati.
Spread e rendimenti instabili, cosa sta succedendo
Nelle ultime ore di apertura dei mercati finanziari di ieri lunedì 21 settembre, sembrava che il picco dello spread e dei rendimenti dei titoli di Stato italiani che dura ormai da mesi, a causa delle paure sulla crisi energetica, fosse in via di risoluzione. Un repentino calo dei rendimenti e una riduzione del differenziale aveva dato speranza per una normalizzazione delle cedole. Le cose, però, sono cambiate nella notte.
Il petrolio trascina lo spread
A causare questi movimenti era stato il mercato petrolifero. Il 21 settembre il prezzo del greggio era crollato, nella speranza che il conflitto in Medio Oriente potesse calmarsi. Sia il Wti sia il Brent erano scesi sotto i 100 dollari al barile, con crolli di prezzo improvvisi. Nella notte, però, la situazione in Yemen è nuovamente degenerata, con scontri tra Houthi e Arabia Saudita che fanno temere un’escalation.
Il risultato è che, fin dalle prime ore della mattinata, il petrolio è tornato a crescere, con il Brent in particolare che è immediatamente rimbalzato sopra i 100 dollari al barile. Si sono quindi riaccese le paure per una forte inflazione in Europa, che minerebbe la crescita economica dei Paesi più esposti, come l’Italia.
Differenziale e rendimenti in aumento
Il risultato è stato un rimbalzo dello spread a 89 punti base, dopo che il differenziale era calato a 87 in chiusura lunedì. A cambiare più rapidamente sono stati però i rendimenti medi, che erano arrivati a scendere sotto il 4,32%, come non accadeva da due settimane. In mattinata, però, sono immediatamente risaliti al 4,38%.
Gli spread europei risentono dell’instabilità
Situazione sostanzialmente identica anche negli altri grandi Paesi europei. La Spagna ha approfittato della volatilità per limare un punto di spread, portandosi a 46 punti base.
Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 22 settembre 2026
Titoli di Stato
Rendimenti
Spread
Bund tedeschi
3,49%
–
Btp italiani
4,37%
89
Oat francesi
4,50%
102
Bonos spagnoli
3,94%
46
Allo stesso modo gli Oat francesi si sono riavvicinanti ai Bund, ma il loro differenziale rimane il più alto, a 102 punti base.
Le prossime emissioni tra aste e Btp Green
Riprenderanno questa settimana le aste dei titoli di Stato, che si terranno:
il 24 settembre, con l’asta dei Btp Short e dei Btp€i;
il 25 settembre, con l’asta dei Bot;
il 29 settembre, con l’asta dei titoli a medio e lungo termine.
Ad aggiungersi a queste occasioni di investimento, dovrebbe svolgersi presto anche una nuova emissione sindacata dei Btp Green.



