LANZALONE E SOMIGLI, ‘THE DONROE
DOCTRINE. DALLA NATIONAL SECURITY STRATEGY ALLA GEOPOLITICA IN
AZIONE DI DONALD TRUMP’ (Angolazioni; pp. 166, 12 euro)
Capire l’America, capire Trump nella sua personale rivisitazione
della dottrina Monroe, di conseguenza orientarsi per capire come
collocare e affermare l’interesse nazionale dell’Italia. Questo,
spiegano gli autori, l’obiettivo del saggio ‘The Donroe
Doctrine. Dalla National Security Strategy alla geopolitica in
azione di Donald Trump’ degli autori Luca Alfredo Lanzalone e
Lorenzo Somigli presentato al Caffè Letterario del Teatro
Niccolini della famiglia Pagliai. Il volume individua la nuova
postura degli Stati Uniti rispetto all’Europa considerata
l'”anello debole” della Nato, sullo ‘Spirito di Anchorage’ cioè
il riavvicinamento tra Trump e Putin, e sulla strategia di
contenimento della Cina. Con questo testo, riporta una nota, si
arricchisce il filone degli studi sulla geopolitica
nordamericana facendo la ricostruzione della genesi,
dell’espansione, dell’eclissi e, oggi, del ritorno su scala
globale della Dottrina Monroe nella particolare e inedita
interpretazione che sembra farne Trump.
“La National Security Strategy varata nel novembre 2025 – ha
spiegato Lanzalone – è uno spartiacque e detta il perimetro
dell’azione americana alla luce del contesto attuale e della
volontà di mantenere il primato”.
Gli Stati Uniti, pochi decenni dopo l’indipendenza, si
pongono il problema di affermare e mantenere il primato sul loro
continente prevenendo ogni interferenza europea. Nasce nel 1823
la cosiddetta Dottrina Monroe, in senso difensivo, ma già estesa
ai Caraibi, al Centro e al Sud America; poi verrà estesa a
livello globale. Gli Stati Uniti non accettano alcuna
intromissione esterna nella regione che va dalla Groenlandia
all’Argentina. “In quest’ottica – aggiunge Somigli – va letto
l’intervento americano in Venezuela e il suo precedente più
recente, l’invasione di Panama nell’89. Ciclici interventi per
ristabilire primato. A partire dagli anni ’80 nasce la National
Security Strategy, di cui il libro analizza la versione
trumpiana: un corollario di Trump alla Dottrina Monroe, come
viene scritto dall’attuale presidente”. Un’impostazione che
sembra riemergere mettendo in discussione le consuetudini
atlantiche Usa-Europa anche se l’obiettivo è, soprattutto,
impedire una saldatura tra Cina, Iran e Russia, “riavvicinandosi
tatticamente alla Russia, come ha dimostrato il vertice di
Anchorage”. Il saggio si fonda su una vasta letteratura e
aggiorna le analisi. Tra le fonti, le memorie del primo
ambasciatore italiano a Washington, Alberto Tarchiani, ma anche
Foster Rhea Dulles su Russia e Stati Uniti, John Scott e altri
ancora.
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