Una mostra per raccontare il
mausoleo di Teodorico attraverso le collezioni classensi: è ‘La
Rotonda del Re’, che si inaugura venerdì 9 ottobre nel Corridoio
Grande della biblioteca Classense a Ravenna. Il percorso
espositivo racconta il mausoleo attraverso le voci dei
principali storici locali, a partire da Andrea Agnello, oltre a
quelle di noti architetti e letterati, come Leon Battista
Alberti e Vasari, passando per la querelle settecentesca
sull’origine dell’edificio animata da noti eruditi locali.
Una sezione testimonia lo stretto rapporto tra la città di
Ravenna e il monumento attraverso l’esposizione di carte
topografiche, incisioni e documenti d’archivio che illustrano i
tentativi di restauro nel corso dell’Ottocento, con un
approfondimento dedicato alla vasca di porfido che contenne le
spoglie di Teodorico. Tra i materiali esposti figurano inoltre
carte, studi e fotografie del Fondo di Corrado Ricci e di altri
fondi iconografici, capaci di restituire la valenza
storico-artistica del sepolcro regale. L’esposizione presenta
anche un manoscritto inedito, “Teodorico: tragedia lirica”,
donato al Comune di Ravenna nel 1851 dall’autore Francesco
Capozzi, che sperava di vederlo musicato e rappresentato in
occasione dell’apertura del teatro Alighieri. A chiusura del
percorso è sviluppato il tema della rappresentazione del
mausoleo in relazione al complesso urbano attingendo al ricco
Fondo Carte topografiche.
“La mostra – sottolinea l’assessore alle Politiche culturali
Fabio Sbaraglia – si concentra sul monumento sepolcrale del
famoso re di stirpe amala, narrandolo attraverso la storiografia
e le cronache locali, i documenti d’archivio, le incisioni, le
fotografie e la cartografia appartenenti alle collezioni
classensi”.
“‘La Rotonda del Re’ – aggiunge Silvia Masi, direttrice
dell’Istituzione biblioteca Classense – restituisce, accanto
alla vicenda del mausoleo, un secondo racconto meno visibile ma
non meno significativo: quello della ricchezza e della varietà
delle raccolte classensi, che consentono di attraversare cinque
secoli di storiografia, tutela e rappresentazione del monumento
senza mai uscire dalle mura della Biblioteca e dell’Archivio
storico comunale”.
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