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Unicredit, fonti tedesche: “Governo e Commerz enti diversi, primo confronto con Orlopp possibile a inizio agosto”

di Redazione Corriere Politico
24/07/2026
in Finanza
Unicredit, fonti tedesche: “Governo e Commerz enti diversi, primo confronto con Orlopp possibile a inizio agosto”

23 luglio 2026 | 15.44

Andrea Persili
e
Marco Aljosha Cherubini

LETTURA: 3 minuti

Nel giorno dei conti di Unicredit, un paio di certezze: avanti tutta su Commerz, ma sul risiko italiano “per il momento siamo osservatori”, dice l’Ad di Unicredit, Andrea Orcel. L’amministratore delegato ribadisce la linea della crescita organica e ricorda: “Siamo molto molto orgogliosi di essere una banca con radici italiane, ma ormai più che mai siamo paneuropei”. A partire dalla più grande operazione: quella su Commerz.

Qui la parola chiave è dialogo. Berlino non si oppone alla transazione ma a modalità definite ostili. Commerz ufficialmente non commenta, ma fonti tedesche vicine al dossier dicono all’AdnKronos che il governo è il governo (e parla in qualità di azionista), Commerz è Commerz: sono due entità separate. Ma con una precisazione: le stesse fonti sottolineano che la banca è pronta a dialogare, non si può andare avanti senza un dialogo ma soprattutto: ogni creazione di valore passa dal dialogo. Stando a quanto ricostruito da AdnKronos, un primo confronto tra Unicredit e il management di Commerzbank potrebbe essere dopo la presentazione dei risultati della banca tedesca, attesa nella prima settimana di agosto.

Sul fronte interno, Orcel proprio oggi ha raffreddato il risiko: “Al momento siamo osservatori”. Tradotto: ogni possibilità per Unicredit è aperta ma – stando a quanto apprende AdnKronos da fonti finanziarie – i dossier che riguardano Bper e Banco Bpm vengono considerati al momento molto affollati e caratterizzati da un elevato livello di complessità, anche alla luce delle operazioni già in corso sul mercato. Restano sullo sfondo anche le ipotesi relative a Fineco e Banca Generali. Sul primo fronte, qualcuno parla apertamente di “total bullshit”, escludendo che vi sia un dossier concreto all’attenzione del gruppo. Altri fanno riferimento al costo elevato dell’operazione.

Diverso il caso di Banca Generali, considerata – secondo quanto ricostruito sempre dall’agenzia di stampa – teoricamente un obiettivo industrialmente comprensibile. Tuttavia, spiegano alcuni fonti di mercato all’agenzia di stampa, l’istituto è inserito negli equilibri del gruppo Generali e un’eventuale operazione coinvolgerebbe inevitabilmente anche il Leone di Trieste e i suoi principali azionisti, rendendo l’operazione particolarmente complessa. Anche perché, lo ha ribadito Orcel, “almeno per il momento Generali resta una partecipazione finanziaria”.

Un ennesimo tassello a favore dell’ipotesi, già avanzata dall’agenzia di stampa, del famoso patto ‘della cacio e pepe’, in omaggio all’origine romana di Carlo Messina (Intesa Sp) e Andrea Orcel (Unicredit): nessuno al comando di Generali e, proprio per questo, tutti presenti. Un equilibrio nel quale i principali azionisti si rafforzano senza arrivare a una posizione di controllo, blindando il Leone attraverso una rete di partecipazioni rilevanti e reciproci contrappesi.

Michele Calcaterra, professore di Corporate Finance presso Sda Bocconi, sottolinea all’AdnKronos che “Unicredit ritiene di avere ancora molto potenziale interno da liberare. Questo riduce l’urgenza di operazioni straordinarie domestiche (il famoso Risiko )”. “La linea strategica che Andrea Orcel intende mantenere – spiega il professore – è quella di una crescita organica molto disciplinata, accompagnata da inorganico selettivo solo se crea valore (In altre parole: non farà M&A difensivo, solo M&A opportunistico), con forte enfasi su efficienza, tecnologia/AI, qualità dei ricavi e difesa del capitale”. “La correzione del titolo in Borsa – conclude -riflette più aspettative elevate e presa di profitto che un giudizio sulla strategia negativa. Non c’è alcun segnale che il mercato giudichi negativamente la strategia: è più una reazione tecnica”.


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