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Home Mondo economia

Unioncamere, imprese femminili in lieve calo ma più solide

di Redazione Corriere Politico
06/03/2026
in Mondo economia
Unioncamere, imprese femminili in lieve calo ma più solide

Un piccolo passo indietro nei numeri
(-0,3% nel 2025 rispetto al 2024, poco più di 4mila in meno) ma
un salto di qualità: nella platea del milione e 303mila imprese
femminili registrate a dicembre scorso, le aziende con un
maggior numero di addetti, più forti e strutturate, stanno
prendendo il posto delle piccole imprese al femminile.
   
A mostrarlo è l’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile
di Unioncamere, realizzato con il supporto di SiCamera e Centro
studi Tagliacarne, in occasione della prima tappa, in partenza
da Lucca, dell’edizione 2026 del Giro d’Italia delle donne che
fanno impresa.
   
“L’impresa piccola e diffusa, prossima in alcune sue forme
all’autoimpiego, tende a lasciare il posto a realtà produttive
più articolate e capaci di competere sul mercato. E’ un segnale
positivo che registriamo ormai da tempo”, sottolinea il
presidente di Unioncamere, Andrea Prete..
   
Il confronto con il 2024 vede una sensibile diminuzione delle
imprese femminili più piccole, con 0-9 addetti (quasi 4.500 in
meno), e crescono quelle di “taglia” superiore: +0,5% per le
imprese femminili con 10-49 addetti (+246), +1,3% per quelle tra
50-249 addetti (+44), +3,8% per quelle oltre 250 addetti (+13).
   
Il rafforzamento strutturale delle imprese guidate da donne si
traduce anche in un incremento delle sole società di capitali
(+2,6% rispetto al 2024) Il contenuto calo della base
produttiva al femminile, che oggi rappresenta il 22,3% del
sistema produttivo nazionale, non si distribuisce in maniera
uniforme nel Paese. Le maggiori diminuzioni si concentrano in
Valle d’Aosta (-3,8%), Abruzzo (-1,6%), Calabria (-1,4%),
seguite, a pari merito, da Emilia Romagna e Molise (-1,3%). Di
segno opposto le dinamiche soprattutto in Trentino Alto Adige,
dove l’impresa al femminile cresce dell’1,1%, seguita da Sicilia
(+0,7%) e Sardegna (+0,3%).
   
Sette le province che vedono crescere le imprese femminili tra
il 2025 e il 2024, a partire da Sondrio (+2,5%), seguita da
Gorizia, Palermo, Bolzano, Caltanissetta, Sassari e Trapani,
tutte con valori superiori al +1%. Sul fronte opposto
soprattutto Crotone, Aosta, Rovigo e Isernia, che registrano
riduzioni superiori al 3%.
   
Le attività legate alla cura della persona, all’assistenza
sociale e all’istruzione e formazione restano un caposaldo del
fare impresa al femminile. In questi ambiti, le imprese
femminili rappresentano il 30-40% del totale delle imprese
registrate.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Per approfondimenti: https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/03/06/unioncamere-imprese-femminili-in-lieve-calo-ma-piu-solide_d2879750-0e22-4506-a8f0-1dd08704851d.html

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