Sono stati prelevati, e impiantati
su cinque pazienti in attesa, gli organi della 49enne morta il 1
giugno scorso nell’ospedale Garibaldi Centro di Catania, dopo
due giorni di agonia per le ferite procurate dal marito, di 53
anni, che, nella loro casa di Misterbianco, l’ha colpita
violentemente alla testa con un martello. La donna, vittima di
femminicidio, aveva espresso parare positivo alla donazione
degli organi quando era in vita. Il marito è in carcere.
Gli organi, prelevati all’ospedale Garibaldi di Catania,
sono stati trapiantati su pazienti in Sicilia e in altre
regioni. Tutte le fasi sono state coordinate dal Centro
regionale trapianti.
“In quella che è un’immensa tragedia, che come istituzioni
ci richiama a fare ancora di più contro i femminicidi – ha
commentato l’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso –
dobbiamo essere grati alla 49enne per il gesto di grande
generosità che ha permesso di salvare cinque vite. La sua scelta
di donare gli organi, espressa al momento del rinnovo della
carta d’identità, rappresenta la testimonianza concreta di una
cultura della donazione sempre più radicata in Sicilia. La
49enne – ha concluso Caruso – ci ha mostrato cosa significhi
dare speranza e salvare vite, invitandoci a riflettere sui
valori della solidarietà e della generosità e a contribuire,
tutti quanti, per il bene comune. Un esempio che siamo chiamati
a seguire”.
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