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Home Cultura

Wagner, Beethoven, ‘900 e l’oggi, la grande musica a Santa Cecilia

di Redazione Corriere Politico
13/03/2026
in Cultura
Wagner, Beethoven, ‘900 e l’oggi, la grande musica a Santa Cecilia

(di Luciano Fioramonti)
Siegfried di Richard Wagner per
l’inaugurazione il 21 ottobre con Daniel Harding sul podio, e
poi Beethoven nel 2027 per i 200 anni della morte, tanto
Novecento e musica contemporanea accanto ai classici del Barocco
e del Romanticismo Musicale, direttori d’ orchestra e solisti
prestigiosi con l’ Orchestra e il Coro, e ampio spazio alle
tournée all’ estero dopo il record di 29 concerti e dodici sold
out l’anno scorso tra Europa e Asia. E’ ricca di appuntamenti da
non mancare la stagione 2026-2027 dell’ Accademia Nazionale di
Santa Cecilia, pensata per unire tradizione e nuove scritture,
grandi titoli e progetti di lungo periodo. ”Ho controllato
quando accade in altre capitali. Forse la nostra è la stagione
più bella del mondo. Non c’ è direttore o solista tra i più
grandi che non figuri nel nostro cartellone”, ha detto il
presidente-sovrintendente Massimo Biscardi nella presentazione
alla quale sono intervenuti il sottosegretario alla Cultura
Gianmarco Mazzi e il presidente della Regione Lazio Francesco
Rocca.
   
La sala grande dell’Auditorium Parco della Musica torna,
dunque, per l’apertura a trasformarsi in un vero teatro per la
messa in scena del capolavoro wagneriano, secondo titolo della
tetralogia del Ring prevista fino al 2028, sempre per la regia
di Vincent Huguet, con protagonisti Clay Hilley e Michael Volle,
già applaudito l’anno scorso in La Valchiria. Il direttore
musicale Daniel Harding sarà impegnato in otto produzioni. Dopo
Wagner continua il suo percorso mahleriano (Sinfonie n. 5 e n. 6
“Tragica”) e brahmsiano (Sinfonia n. 4), poi sarà con Beatrice
Rana nel Concerto n. 3 di Prokofiev. Ad aprile 2027 dirigerà in
forma di concerto Pagliacci di Leoncavallo, assente da Santa
Cecilia dal 1967. Il grande focus Beethoven 200° prevede Harding
sul podio per la Sinfonia n. 9 mentre Fabio Luisi torna dopo
dodici anni per la Missa solemnis. Riccardo Minasi proporrà la
Sinfonia n. 3 ‘Eroica’, Thomas Guggeis con Sergey Khachatryan il
Concerto per violino e Sinfonia n. 7, e il Direttore Emerito
Antonio Pappano con Jan Lisiecki il Concerto n. 5 ‘Imperatore’.
   
Imperdibile anche l’ appuntamento con Charles Dutoit e Martha
Argerich per il Concerto per pianoforte n. 1. Manfred Honeck
dirigerà la Sinfonia n. 1 e l’oratorio Cristo sul Monte degli
Ulivi. Tra commissioni e prime esecuzioni torna la musica
contemporanea: Kirill Petrenko accosta Hindemith, lieder
orchestrali di Richard Strauss con il tenore Benjamin Bernheim e
Schumann; Pappano dirigerà il Salmo IX di Petrassi e la Sinfonia
n. 6 ‘Patetica’ di Čajkovskij; Tarmo Peltokoski la Sinfonia n. 7
‘Leningrado’ di Šostakovič; Lorenzo Viotti sarà sul podio con
Lisa Batiashvili nel Concerto per violino n. 1 di Szymanowski.
   
Carlo Boccadoro presenta in prima assoluta ‘Viaggio’,
commissione dell’ Accademia dedicata a Luciano Berio e diretta
da Gustavo Gimeno. Nello stesso appuntamento Frank Peter
Zimmermann, solista, eseguirà il Concerto per violino di
Hindemith. Un’altra prima assoluta sarà diretta da Harding ad
aprile: Rischiare la Gioia di Stefano Gervasoni. La terza
commissione, affidata a Matteo D’Amico e Sandro Cappelletto per
i 35 anni della morte di Falcone e Borsellino, verrà eseguita il
23 maggio al Quirinale. Tra i debutti sul podio spicca Elim
Chan, direttrice di Hong Kong, con Alexander Malofeev al
pianoforte. La chiusura di stagione il 3 giugno con Joe
Hisaishi. Tra i grandi direttori, tornano Juraj Valčuha,
Alexander Soddy, Tugan Sokhiev, Semyon Bychkow, Jakub Hrůša.
   
La Stagione da Camera si apre il 14 ottobre con una novità:
il recital del soprano Lisette Oropesa al Teatro dell’Opera di
Roma, primo appuntamento della collaborazione fra le due
istituzioni. Il Coro istruito da Andrea Secchi sarà protagonista
anche nella stagione cameristica: tra ottobre e novembre si
esibirà nel contemporaneo Cantico del Sole di Sofia Gubaidulina
nel quadro delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di
San Francesco. Poi la musica moderna con Voices di Hans Werner
Henze (nel centenario della nascita), proposto da Carlo
Boccadoro alla guida del New European Ensemble, in
collaborazione con Romaeuropa Festival. In scena grandi pianisti
da Evgeny Kissin e András Schiff a Grigory Sokolov, Daniil
Trifonov, Nikolai Lugansky e Benedetto Lupo, Katia e Marielle
Labèque, e il debutto dei fratelli Lucas e Arthur Jussen in un
programma per due pianoforti. ”Tutti i migliori solisti
chiedono di venire qui per fare musica con noi. Il programma è
davvero molto bello e il numero di direttori ospiti fa paura. E’
un livello molto difficile trovare in tante altre città” ha
osservato Harding sottolineando che ”un direttore ha un enorme
potere quando ha tra le mani la musica di un grande compositore
e il talento di cento orchestrali straordinari con cui c’è un
coinvolgimento notevole. Per me conta solo cosa c’ è nella
partitura, creare momenti indimenticabili e condividere la
nostra passione con il pubblico”’.
   
I vertici della fondazione musicale capitolina sottolineano
con soddisfazione la risposta del pubblico: al 7 marzo di
quest’anno la Stagione Sinfonica 2025/26 registra 65.739
biglietti venduti per 2,23 milioni di euro con un incremento,
rispetto alla stessa data dell’anno scorso di +8.931 biglietti e
+485 mila euro di incasso. La Stagione da Camera 2025/26 conta
12.414 biglietti e 440 mila euro di incassi, pari a +4.109
biglietti e +220 mila euro di incassi. Nel 2025 i contributi
ammontano a 22,26 milioni di euro: di questi 14,67 arrivano dal
Ministero della Cultura, 3,29 da Roma Capitale, 595 mila euro
dalla Regione Lazio.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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