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Home Cultura

Wenders racconta Peter Zumthor, ‘c’è un legame tra architettura e politica’

di Redazione Corriere Politico
06/09/2026
in Cultura
Wenders racconta Peter Zumthor, ‘c’è un legame tra architettura e politica’

(dell’inviata Francesca Pierleoni)
Sotto la giacca nera, una
maglietta bianca con la scritta in nero ‘Imagine Peace’: la
sfoggia Wim Wenders durante il photocall alla Mostra del Cinema
di Venezia, dove torna fuori concorso con il documentario From
Inside Out – The Architecture of Peter Zumthor, ritratto del
grande architetto svizzero (con lui al Lido), realizzato in 3d,
che arriverà in sala nel 2027 con Lucky Red. Un film non fiction
(tra i produttori esecutivi c’è anche Brad Pitt) che il maestro
del cinema ha girato nell’arco di 14 anni, partendo dal corto
che aveva già dedicato a Zumthor, realizzato per la Biennale
Arte del 2012.
   
Il grande cineasta tedesco immerge così gli spettatori nelle
opere dell’architetto, classe 1943, nate da una simbiosi fra
materiali e luoghi, con soluzioni spesso geniali, ideate in
lavori che si protraggono per un lungo periodo (“ha la fama di
essere l’architetto più lento al mondo”, spiega un curatore nel
film non fiction). Si fa così un viaggio tra le creazioni di
Zumthor, dal Memoriale della Stregoneria a Vardo, in Norvegia,
alle Terme di Vals, in Svizzera, dal Museo Kolumba di Colonia
alla Cappella Bruder Klaus sui Monti Eifel, fino alle Gallerie
David Geffen a Los Angeles. “Ho usato il 3d perché non lo
considero una tecnologia ma un mezzo per raccontare una storia
in modo diverso. Il 3d non ha nulla a che vedere con le immagini
ma con lo spazio, ed era quindi lo strumento adatto per
raccontare un uomo che lavora sullo spazio reale”.
   
Proprio nel rapporto di Zumthor con tempo e spazio, Wenders
trova molti punti di contatto: “La filosofia di Peter è lavorare
lentamente e il tempo è anche il mio mestiere. Realizzare un
film significa creare, costruire nel tempo e con esso. Ogni film
è fatto con ‘mattoni’ di tempo”. Zumthor poi “è un uomo che
costruisce edifici in modo che appartengano al luogo, non che ne
siano ostaggio. Vuole creare qualcosa che migliori i luoghi dove
sorgono”. Per l’architetto, classe 1943, “è importante
immergersi in ogni progetto, nel luogo, nella sua storia.
   
Parallelamente mi addentro anche nella mia di storia, seppure
non a livello cognitivo. Devo sentire lo spazio e quello che ho
vissuto mi aiuta, perché ho visto tante cose”.
   
Il regista si sofferma anche sul progetto non realizzato di
Zumthor per un museo nel luogo dove poi è stata allestita
Topografia del terrore, la mostra permanente sui crimini del
nazismo a Berlino. “Politica e architettura sono collegate in
molti modi – osserva il regista -. Quello era un luogo dove le
SS avevano il loro quartier generale sotterraneo. C’erano camere
di tortura, molte persone vi entravano e non ne uscivano mai
più”. Peter “voleva rivelare quel luogo e lasciarlo parlare”.
Ma “non era ciò che volevano i politici, che allora hanno usato
il budget come scusa per non realizzarlo. Loro hanno reinterrato
tutto e ci hanno costruito sopra un edificio che sembra un
supermercato, mostrando del luogo originale solo le fotografie e
i documenti. Bloccare il progetto di Peter è stato un atto
politico”.
   
Wenders torna anche sulla polemica scoppiata all’ultima
Berlinale, dov’era presidente della giuria, per le sue parole
sul rapporto fra cineasti e politica: “Quello che ho detto è che
noi cineasti siamo l’opposto dei politici. Noi abbiamo empatia.
   
La politica funziona senza. Noi abbiamo una mentalità molto
diversa. Non lavoriamo con la mentalità dei politici. Lavoriamo
con quella delle persone empatiche. E il nostro obiettivo è
cambiare le cose. La politica si basa sulla conferma dello
status quo. È questo ciò che ho detto. Ma le mie parole sono
state riportate come se avessi detto che dobbiamo stare fuori
dalla politica. Il che non corrispondeva affatto a ciò che ho
detto”. La “mentalità dei cineasti è diversa da quella dei
politici – osserva – e non dovremmo lavorare con la loro. Noi
seguiamo regole diverse. Lo ripeto e spero mi citerete in
maniera corretta” aggiunge sorridendo. “Noi facciamo l’opposto
dei politici, noi siamo l’antidoto”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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