• Chi Siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy
sabato 18 Aprile 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Corriere Politico
  • Cronaca Italiana
  • Cultura
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Mondo economia
  • PMI e Business
  • Politica
  • Cronaca Italiana
  • Cultura
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Mondo economia
  • PMI e Business
  • Politica
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Corriere Politico
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Mondo economia

Investimenti nel settore idrico salgono, dopo il Pnrr servono contributi pubblici

di Redazione Corriere Politico
20/03/2026
in Mondo economia
Investimenti nel settore idrico salgono, dopo il Pnrr servono contributi pubblici

Crescono gli investimenti nel settore
idrico, che nel periodo 2021-2029 si attestano su una media di
90 euro annui per abitante, con un picco fino a 106 euro nel
biennio 2025-2026 legato anche all’attuazione del Pnrr. Con
l’aumento migliora la qualità del servizio, anche se emergono
divari tra le gestioni industriali e quelle “in economia” in
capo agli enti locali, in particolare al Sud. Criticità che
vanno necessariamente risolte alla luce dei cambiamenti
climatici – che hanno portato alla “bancarotta” idrica a livello
mondiale – e delle nuove direttive europee, che imporranno
standard più stringenti sulla qualità e sul trattamento delle
acque.
   
È il quadro che emerge dal nuovo Blue Book – la monografia
completa dei dati del servizio idrico – realizzato dalla
Fondazione Utilitatis e promosso da Utilitalia, a cui hanno
contribuito Enea, il Dipartimento nazionale di Protezione
civile, l’Istituto superiore di sanità, le Autorità di bacino
dei distretti idrografici, la Fondazione Cima e The European
House – Ambrosetti.
   
Gli investimenti nel settore idrico sono passati da una media
di 66 euro annui per abitante nel 2021 a 106 euro nel 2026
(ultimo anno del Pnrr); fino al 2029 si prevede una fisiologica
riduzione di circa il 10% rispetto agli anni di massima
intensità, ma con un livello che si manterrà comunque sui 90
euro annui, superiore del 21% rispetto al 2021.
   
Il presidente di Utilitalia, Luca Dal Fabbro, osserva che
“ora è necessaria una quota di contributo pubblico di almeno 2
miliardi di euro l’anno per i prossimi 10 anni, per portare
avanti un piano straordinario di interventi per assicurare la
tutela della risorsa e del territorio, che non può ricadere
unicamente sulle tariffe”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Per approfondimenti: https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/03/20/investimenti-nel-settore-idrico-salgono-dopo-il-pnrr-servono-contributi-pubblici_006e04a0-332f-4b1d-bd6d-37262e678ce8.html

Consigliati

Accuse a Germania ”complice genocidio Gaza” dal palco, ministro lascia Berlinale

Accuse a Germania ”complice genocidio Gaza” dal palco, ministro lascia Berlinale

2 mesi fa
L’Italia mai vista: svelata la mappa segreta dei giganti sommersi sotto i nostri mari

L’Italia mai vista: svelata la mappa segreta dei giganti sommersi sotto i nostri mari

1 mese fa

I Più Letti

  • Polo ambientale, Pirozzi (Confintesa): «Drammatico e inconcepibile stato gestionale in cui versa società»

    Giugliano, Pirozzi (Confintesa) contro Teknoservice: criticità nella gestione della raccolta dei rifiuti

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Napoli, Fdi VI municipalità attacca la sinistra: «Ha mal governato per 40 anni»

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Dal 3 novembre i seminari SFI su guerra e pace con Carlo Galli, Umberto Curi e Massimo Mori

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Nuova stagione culturale a Cava de’ Tirreni: la Fondazione Gagliardi Marino Angeloni si presenta

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Da Ercolano si riaccendono i fari sull’ospedale Maresca

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy

© 2023 corriere-politico.it

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Cronaca Italiana
  • Cultura
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Mondo economia
  • PMI e Business
  • Politica

© 2023 corriere-politico.it