“Non mi so dare una spiegazione. Se
la devo dare, l’unica plausibile, seppure assurda, visto che
nell’intercettazione si parla di una chiavetta con video intimi,
è che Sempio ha preso una penna usb che c’era in camera di
Chiara e se l’è portata a casa”. E’ quanto ha detto Marco Poggi,
nell’ultima sua audizione davanti ai pm pavesi, dopo aver
sentito le parole dell’amico Andrea Sempio lette dai magistrati
dell’ormai famoso “soliloquio” dell’indagato per l’omicidio
della sorella (“quel video… e io ce l’ho”).
“Mi sembra folle perché non penso che un mio amico viene a
casa e mi ruba qualcosa. Poi, Chiara se ne sarebbe accorta”, ha
aggiunto come riportato da Il Corriere della Sera, la Repubblica
e la Stampa, spiegando che “mi sembra folle, non riesco a
spiegarmelo, è tutto surreale”.
Marco Poggi sapeva dell’esistenza di clip intime di Chiara con
il fidanzato per aver sbirciato accidentalmente sul pc una chat
tra i due ma ha ribadito di non averlo visto né di averne
parlato con gli amici. “Mi sembra anche strano che Chiara non
avesse detto a me o a qualcuno che un mio amico le stava
rompendo le scatole – osserva – Mi avrebbe potuto dire “ma tu,
deficiente, hai dato qualcosa al tuo amico?”. Perché non
l’avrebbe fatto? Capisco la riservatezza, ma se vedi un
problema, la riservatezza viene un po’ meno”.
La questione del video, per gli investigatori il detonatore
dell’omicidio in quanto poi avrebbe portato alle avances
rifiutate di Sempio a Chiara, è affrontato anche nelle audizioni
nella caserma Montebello di Milano dalle gemelle Paola e
Stefania Cappa, cugine di Chiara. Paola dice di non averne mai
sentito parlare, non così Stefania: “Sì, me ne aveva parlato. Lo
aveva fatto in maniera molto generica, ma me ne aveva parlato”.
In che toni? “In maniera molto serena e semplice”. Non ricorda
di averla sentita lamentarsi del fatto che fossero stati visti
da altri, racconta però un episodio dei giorni precedenti al
delitto durante una sua visita in casa della ragazza uccisa.
Erano in giardino e suonò un allarme. “Vidi Chiara uscire di
corsa in strada, abbigliata com’era, con l’abbigliamento da
casa: ciabatte e pigiamino bianco – racconta Stefania -. Mi
sembrava molto spaventata. Voleva verificare che non ci fossero
ladri in giro”.
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