Fabio Massimo Saldini,
amministratore delegato di Simico, è stato sentito in procura a
Belluno in merito all’inchiesta sull’assegnazione dei lavori per
costruire la cabinovia Apollonio Socrepes, una tra le opere più
delicate e impegnative previste nell’ambito delle realizzazioni
connesse ai giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026, ma
che non è stata portata a conclusione entro i termini
dell’evento e che oggi risulta ancora non ultimata. L’ad, è tra
gli indagati per turbata libertà di gara d’appalto, accusa che
Saldini ha respinto assieme ai suoi legali Maurizio e
Massimiliano Paniz che al termine dell’interrogatorio, durato
alcune ore, hanno detto “di aver chiarito pienamente ciò che ci
era stato contestato. Saldini ha risposto a tutto quello che gli
è stato chiesto”. Per Paniz “non c’era alcun rapporto
privilegiato con la Graffer, al contrario Saldini ha chiarito
che sono insorti contrasti sempre maggiori”.
Nell’inchiesta sono indagati anche Angelo Redaelli, ad di
Graffer e l’ingegnere di Simico, Valeria Cepi. Nel progetto
iniziale era prevista la realizzazione a Cortina di un nuovo
impianto di risalita con stazione iniziale nel parcheggio
“Apollonio” e quella terminale in località di Socrepes. Vi
furono vari problemi per la realizzazione della cabinovia a
causa della instabilità’ geologica del suolo sul quale erigere i
pilastri dell’impianto a fune. Per porvi rimedio furono
introdotte alcune varianti che fecero lievitare i costi.
Secondo la Procura, in tutto ciò ci sarebbe il sospetto di
collusioni o condotte comunque fraudolente volte a favorire
deliberatamente la Graffer nei confronti di aziende concorrenti,
sfruttando le possibilità concesse dal criterio dell’
affidamento diretto. “Fin dal primo giorno – ha precisato Paniz
– la Graffer è stata palesemente inadempiente ad alcuni degli
obblighi che aveva assunto e conseguentemente le sono stati
contestati di volta in volta tutti i vari addebiti. Se ci sono
stati dei momenti di ritardo, sono dipesi esclusivamente dalla
Graffer e dall’incapacità di realizzare quello che si era
impegnata per iscritto a fare, dando ampie rassicurazioni sulla
tempestività di esecuzione delle opere”.
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